lunedì 20 agosto 2012

Andrea's Readings #3 - Un giorno questo dolore ti sarà utile


All'inizio di quest'estate, spinto da varie recensioni e commenti positivi sull'autore e sul libro e dal fatto che ne era stato fatto un film diretto da Roberto Faenza, ho cominciato a leggere “un giorno questo dolore ti sarà utile” di Peter Cameron, edito in italia da Adelphi.
Un giorno questo dolore ti sarà utile narra l'estate prima di partire per il college di James Sveck, un ragazzo dicottenne molto profondo e colto, sempre con la risposta pronta, ma incapace di relazionarsi con le persone, sopratutto perchè amante della solitudine. Ambientato a New York, il posto perfetto per stare da soli senza necessariamente mai essere veramente soli, il romanzo coinvolge il lettore fin dalle prime righe. Piano piano si conoscono i vari personaggi, ogniuno con una loro peculiarità. Il linguaggio usato per descrivere le sitazioni e i dialoghi (sopratutto tra James e la sua terapista) è molto particolare ogni parola ha il suo peso all'interno della frase e sembra essere necessaria per la comprensione del messaggio.
Trovo che questo romanzo presenti due tematiche principali, la prima è la crescita di James, che al susseguirsi di una serie di episodi causati dalla sua incapacità di relazionarsi con il mondo o di adattarsi alle anche piu banali situazioni lo porterà a soffrire e a chiudersi sempre di più in sé stesso. Fino a quando non capirà attraverso l'aiuto fornitogli dalla sua terapista e soprattutto da sua nonna che tutto il dolore che prova, tutti gli errori commessi altro non sono dei tasselli che vanno ad aumentare il suo bagaglio di conoscenze da qui il titolo “un giorno questo dolore ti sarà utile”.
La seonda tematica che viene portata avanti dal romanzo è quello della Normalità. Cosa sdignifica essere normali? Chi è normale? James è cosciente del fatto di non essere normale secondo i canoni imposti dalla società. Eppure nessuno degli altri personaggi può essere definito normale, la madre di James, donna in carriera che gestisce una galleria d'arte passa da un matrimonio all'altro e l'ultimo (il terzo) non è neanche arrivato alla fine della luna di miele. Il padre di James, crede che la pasta sia un piatto per ragazzine che per essere più uomini bisognerebbe mangiare una bella bistecca al sangue per poi si sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica per togliersi le borse dagli occhi. Infine la sorella di James, al terzo anno di college frequenta un professore sposato ma con una relazione aperta, decide improvvisamente di cambiare pronuncia al suo nome e di scrivere la propria autobiografia. Il personaggio più normale sembra essere il cane, mirò che è solo un cane appunto.
Molto bella la parte finale dove James prende coscienza del fatto che è ancora giovane e che non deve necessariamente sapere cosa dovrà fare e chi dovrà essere nel futuro, la vita in quanto vita deve essere vissuta anche solo per vedere dove ti può portare.

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